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Jun 20 2013

Servizio militare obbligatorio per le guardie giurate

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requisiti guardia giurataIn data 15 marzo 2013 è stata depositata, dal deputato del Popolo delle Libertà Edmondo Cirielli, una proposta di modifica del TULPS con una legge che mira a modificare i requisiti per poter diventare una guardia particolare giurata, aggiungendo l’obbligo di aver svolto servizio nell’Esercito o nelle Forze dell’Ordine per almeno un anno senza demerito.

Se la proposta venisse accettata chiuderebbe di fatto le porte della vigilanza privata a tutte le persone che non abbiano svolto servizio volontario o lavorato nelle Forze dell’Ordine.

Da un lato questo può essere un passo verso una maggior professionalizzazione del personale addetto alla sicurezza privata (ad oggi il livello di addestramento di una guardia giurata dipende da quanto l’istituto di Vigilanza decide di investire nella formazione) dall’altro una modifica del genere deve essere seguita anche da una revisione delle responsabilità ed incarichi che possono venir assegnati alle guardie giurate, per evitare che la vigilanza privata diventi solo uno sbocco professionale per i volontari in ferma breve

Di seguito l’intervento dell’On.Cirielli e la proposta di modifica:

Onorevoli Colleghi! La guardia particolare giurata, più comunemente nota come guardia giurata, è un privato cittadino che svolge una attività preposta alla tutela di beni, mobili e immobili, appartenenti a privati o ad enti pubblici, che non si estende alle persone, la cui incolumità resta onere e prerogativa esclusiva dell’autorità di pubblica sicurezza.

L’attività della guardia giurata, attualmente disciplinata dal titolo IV del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, (TULPS) è subordinata al possesso di alcuni requisiti espressamente previsti dall’articolo 138 del medesimo TULPS, al fine del rilascio di una apposita autorizzazione prefettizia, di durata biennale.

Il suddetto articolo prevede, in particolare, il possesso della cittadinanza italiana (ovvero di uno Stato membro dell’Unione europea), il conseguimento della maggiore età, l’accertamento di «ottima condotta politica e morale», non aver riportato condanne per delitto, nonché l’iscrizione alla cassa nazionale delle assicurazioni sociali e a quella degli infortuni sul lavoro.

Tra i requisiti necessari ex legge ai fini del rilascio dell’autorizzazione prefettizia, è altresì previsto, al numero 2° del primo comma dell’articolo 138 del TULPS, il mero adempimento degli obblighi di leva.

Oggi, però, è quanto mai opportuno affermare il criterio dell’obbligatorietà dell’esperienza militare ai fini dell’accesso all’attività di guardia giurata, conferendo maggiore professionalità alla stessa e garantendo ulteriori opportunità professionali a tanti giovani che tentano la strada della carriera militare, arruolandosi temporaneamente nelle Forze armate o nelle Forze di polizia, restando magari in attesa di una futura stabilizzazione all’interno dei rispettivi reparti.

La proposta di legge è, pertanto, finalizzata ad introdurre, quale ulteriore requisito ai fini dell’approvazione della nomina a guardia particolare giurata, l’aver prestato servizio, per almeno un anno, nelle Forze armate o nelle Forze di polizia, o servizio equipollente in un altro Stato membro dell’Unione europea, sostituendo il punto 2° del primo comma dell’articolo 138 del TULPS.

In tal modo, verrebbe agevolata una importante occasione professionale per tanti giovani precari che, dopo aver prestato servizio nelle Forze armate per diversi anni, necessitano di ulteriori tutele finalizzate all’inserimento nel mondo del lavoro, laddove non riescano a continuare la loro carriera nelle Forze armate in servizio permanente.

Del resto, le peculiarità della guardia giurata sono riscontrabili in una serie di elementi inconfutabili, quali l’approvazione prefettizia della nomina, il rilascio del porto d’armi, la qualifica di «incaricato di pubblico servizio» nonché la diretta vigilanza del servizio da parte della questura territorialmente competente.

La natura di «sicurezza complementare» del servizio svolto è dimostrata non solo dai requisiti d’accesso, ma anche dalla disciplina in tema di organizzazione e gestione dell’orario di lavoro (decreto del Ministro dell’interno 27 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 maggio 2006, n. 108), che inserisce l’attività in questione in un quadro più ampio di sicurezza pubblica coordinato e diretto dalle autorità di pubblica sicurezza, richiedente di norma una stretta collaborazione con gli stessi organi di pubblica sicurezza.

È evidente, pertanto, una contiguità, nelle mansioni e nei ruoli svolti, che induce a ritenere opportuno l’inserimento nel nostro ordinamento dell’ulteriore requisito della pregressa esperienza nelle Forze armate o nelle Forze di polizia ai fini dell’accesso alla categoria delle guardie particolari giurate.

 

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

1. Al primo comma dell’articolo 138 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, il punto 2° è sostituito dal seguente:

«2° avere prestato servizio, senza demerito e almeno per un anno, nelle Forze armate o nelle Forze di polizia o servizio equipollente in un altro Stato membro dell’Unione europea».

 Fonte:  Camera dei Deputati
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4 comments

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  1. basilio

    Salve, potete chiarmirmi un po’ le idee al riguardo? premetto che io non ho fatto il vfp1 perche’ ho scelto di studiare, ho 25 anni e vorrei fare la gpg, sono molto ma molto appassionato di questo lavoro. Vorrei sapere cosa ne pensate voi al riguardo, si dice che vogliano modificare i requisiti per diventare gpg inserendo come requisito l’aver svolto il servizio militare.. c’e la concreta possibilita’ che possa accadere? .. Hanno fatto una proposta di modifica della legge. cosa vuol dire proposta di modifica legge? significa che e una semplice idea che passa dalle varie camere e se l idea viene pres un po in considerazione faranno un disegno di legge concreto che dovra’ ripassare dalle varie camere? grazie

    1. admin

      Salve Basilio e benvenuto su guardie-giurate.net,

      per rispondere brevemente alla tua domanda, “se dovesse succedere non sarà a breve, e non sarà un tuo problema”.

      Ti spiego la mia risposta: da un lato stiamo assistendo da anni ormai ad un ricorso sempre maggiore alla vigilanza disarmata (principalmente per una questione di costi), dall’altro storicamente gli istituti di vigilanza in Italia sono sempre stati una valvola di sfogo per per reimpiegare personale militare (e guarda caso l’onorevole Cirielli è molto vicino al mondo militare essendo figlio di un ufficiale e avendo studiato all’accademia militare prima e alla scuola per ufficiali poi). Il mio punto di vista è che potremmo, in futuro, arrivare ad una divisione netta tra il servizio armato e quello disarmato e, in questo scenario, questa proposta diventerebbe quasi sicuramente legge (per il servizio armato ovviamente).

      Bisogna però considerare i tempi tecnici della legislatura italiana (mooolto lunghi): quella che è stata depositata è una proposta di legge, ed è il primo passo necessario per modificare una legge esistente.
      L’iter a questo punto prevede l’approvazione da parte di entrambi gli organismi che costituiscono il Parlamento – ovvero Senato e Camera dei Deputati –
      e la cosa è piuttosto lunga perché nel nostro paese esiste un bicameralismo perfetto, ovvero il testo va approvato senza modifiche da parte di entrambi gli organismi, ad ogni modifica infatti deve venire riapprovato da entrambi (quindi un testo può “rimbalzare” più volte da una camera all’altra finché non si trova una formula approvata senza modifiche da entrambi). A questo punto viene promulgata dal Capo dello Stato ed entra in vigore dopo 15 giorni.

      Infine ti dico che non sarà un tuo problema perché sicuramente una legge simile non sarà retroattiva, quindi hai tutto il tempo che ti serve per intraprendere questa professione prima che questa proposta diventi concreta.

      Spero di aver risposta alle tue domande e in bocca al lupo per la tua carriera,
      Claudio

  2. basilio

    Beh,io la vedo una cosa assurda. Un’istituto privato non ha nulla a che vedere con l’aver svolto il servizio militare. Ci sarebbe anche carenza di personale perche’ ce’ poca gente in giro che ha svolto il vfp1. Non ci sarebbe una vasta scelta in base alle preferenze, mi spiego meglio: Un istituto ad esempio potrebbe avere preferenze per chi e istruito e conosce lingue straniere ecc,, invece cosi’ sara’ costretto a inserire soltanto chi ha svolto il militare.. secondo me tornando a quello che diceva lei ossia un bicameralismo perfetto, alla fine troveranno come soluzione far svolgere un corso d’alta formazione…non permetteranno mai di chiudere le porte in faccia a chi non ha svolto il militare. e una cosa assurda! a maggior ragione perche’ parliamo di istituti privati. e poi non vedo la differenza tra chi ha svolto il militare e chi no. ti insegnano soltanto a sparare nel vfp1. anche io posso prendere un certificato maneggio armi e relativo porto d’armi. quindi e una cosa assurda. PROPOSTA DI LEGGE
    Art. 1.
    1. Al primo comma dell’articolo 138 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, il punto 2o è sostituito dal seguente:
    «2o avere prestato servizio, senza demerito e almeno per un anno, nelle Forze armate o nelle Forze di polizia o servizio equipollente in un altro Stato membro dell’Unione europea».

    Art. 4. Costituzione Italiana

    «Ogni cittadino ha il dovere e il diritto di lavorare conformemente alle proprie possibilità ed alla propria scelta.
    La Repubblica riconosce il diritto al lavoro e predispone i mezzi necessari al suo godimento».

    Quindi, così facendo, dovranno introdurre ulteriore requisito ai fini dell’approvazione della nomina a guardia particolare giurata, che va contro la Costituzione.

    In pratica, chi non ha svolto il servizio militare bye bye Guardia Particolare Giurata. Non lo possono fare!!!

    1. admin

      Dammi pure del tu, come si usa nella rete!

      Dubito fortemente che la proposta sia stata pensata per aumentare la professionalità delle guardie giurate, e sono d’accordo che quello che si impara in un anno di vfp lo si può imparare in pochi mesi di corso fatto seriamente (non le cose che si trovano in giro attualmente), e come dici tu è probabile che la proposta venga modificata inserendo come alternativa un corso professionalizzante, il rischio a questo punto è che il corso diventi a carico di chi vuole diventare guardia giurata e non degli istituti.

      Attenzione però che una legge del genere non sarebbe anticostituzionale, i requisiti per la nomina a guardia giurata sono stabiliti dal TULPS e dal regio decreto 18 Giugno 1931, non è anticostituzionale fissare dei requisiti per un lavoro se quei requisiti sono adempibili – basta fare un anno da volontario per soddisfar i requisiti, il vero vincolo diventerebbe a quel punto l’età (vfp1 mi pare richieda età max 25 anni)

      Ad ogni modo secondo me è tutto subordinato ad un eventuale separazione dei servizi armato e disarmato – se non si arriva prima ad una divisione del genere la legge proposta non ha molto senso

      ps: visto che hai citato questo esempio ritengo che data la richiesta sempre maggiore di servizio disarmato conoscere una lingua straniera o due nei prossimi anni sarà più utile di aver fatto il volontario per un anno…

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