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Oct 03 2013

La Vigilanza Privata

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La vigilanza privata è l’attività svolta da uomini e mezzi al fine di garantire la sicurezza di beni e/o enti pubblici o privati. La funzione della vigilanza privata non copre la tutela delle persone, in quanto – secondo la legge italiana – la tutela delle persone è di competenza esclusiva delle forze di polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato).

Storia

vigilanza privata - praefecti nocturniLe origini della vigilanza privata possono essere fatte risalire già dai tempi della Roma antica, nel III secolo a.C., quando esisteva una particolare istituzione denominata “Ufficio degli Edili“, governato da quattro capi – gli Edili appunto – che avevano ai loro ordini una milizia molto particolare, i Praefecti Nocturni, i quali erano incaricati di proteggere i beni pubblici e privati.

Come oggi, i Praefecti Nocturni avevano il compito di proteggere i beni e far rispettare le leggi; gli stessi Edili offrivano ai cittadini di custodire i loro beni più preziosi nelle loro abitazioni, protette dai Praefecti, proprio come oggi avviene con i caveau degli Istituti di Vigilanza. Più di oggi, i Praefecti potevano trarre in arresto chi non rispettava le leggi o commetteva dei reati.

Questa figura così importante scomparve tuttavia con la caduta dell’impero Romano, e non ricomparve sino al medioevo, quando le città, cinte da mura per proteggersi dagli attacchi e dale invasioni, istituirono le milizie cittadine, con il compito di proteggere la città in caso di guerra ma che più spesso, ovvero in tempo di pace, avevano il compito di proteggere i beni di mercanti e cittadini, sopratutto di notte e durante i mercati.

Sempre nel periodo dei comuni avvenne un radicale mutamento in quanto le corporazioni (gruppi di lavoratori che svolgevano la stessa professione) ottennero di poter mantenere delle proprie milizie, con il compito di tutelare i propri interessi. Erano nati i primi Istituti di Vigilanza privata con il compito di tutelare esclusivamente i beni di privati cittadini.

La famosa figura della guardia che fa la ronda con picca e lanterna, spesso accompagnato da un grosso cane, presente in tanti quadri fiamminghi ed italiani del XIV, XV e XVI secolo non è altro che quella del precursore delle Guardie Particolari Giurate odierne.

Quando terminò il periodi dei comuni queste figure professionali non vennero a scomparire e continuarono a svolgere il loro comi nei modi più disparati. Si dovette attendere fino alla formazione del Regno d’Italia prima di ottenere una regolamentazione della materia.

Nel 1870 a Padova, per iniziativa di un certo Giuseppe Lombardi, ex garibaldino, sorse il primo Istituto di Vigilanza Privato italiano. Lombardi, con pochi uomini, iniziò a svolgere un servizio di vigilanza urbano con l’appoggio dell’allora Prefetto di Padova Luigi Berti (che diventerà poi capo della polizia).

Il Berti, conscio delle nuove esigenze venutesi a creare col nascere dell’era industriale per effetto dell’urbanizzazione e del successivo fenomeno criminologo in chiave moderna, condivise l’iniziativa del Lombardi e quale Prefetto di Padova lo aiutò nella sua impresa. Da Padova tale iniziativa venne estesa a Venezia, poi a Milano, Genova e Torino dove l’Istituto venne denominato “Cittadini dell’Ordine” ed ancora oggi opera in gran parte delle province piemontesi e lombarde.

Prima di ottenere una normativa chiara in materie si dovrà però attendere ancora: lo stesso Lombardi infatti dovette subire due processi per “usurpazione di pubblici poteri” e “accolita di uomini ed armi senza il permesso delle Autorità Governative” prima che la sua attività venisse riconosciuta e regolamentata da precise disposizioni. Lombardi venne scagionato dalle accuse in entrambi i casi e il suo esempio fu presto seguito da molti altri che diedero vita -nell’immediato dopoguerra- a numerosi Istituti di Vigilanza su tutto il suolo italiano, sotto l’egida dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, creati soprattutto per dare occupazione agli ex combattenti della grande guerra.

Disciplina normativa

Una prima regolamentazione in tema fu quella relativa alle guardia e particolari giurate, con la legge 21 dicembre 1890 n. 7321 che all’art. 45 stabiliva: “I comuni, i corpi morali e i privati cittadini possono destinare guardie particolari alla custodia delle loro proprietà, le guardie particolari devono possedere i requisiti determinati dal regolamento, essere approvate dal Prefetto e prestare giuramento innanzi al Pretore. I loro verbali nei limiti del servizio cui sono destinate, faranno fede in giudizio sino a prova contraria“.

Le disposizioni legislative principali, pur con successive modifiche e chiarimenti (avvenuti soprattutto nel periodo fra le due guerre mondiali), che regolano ancora oggi la vita ed i rapporti giuridici dei moderni istituti di vigilanza privata italiani e delle guardie giurate sono:

  1. Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto del 18 giugno 1931 (artt. 133 a 141);

  2. Regio decreto legge del 26 settembre 1935, (artt. 1 a 6);

  3. Regio decreto legge del 12 novembre 1936, (artt. 1 a 6);

  4. Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto del 6 maggio 1940, (artt. 249 a 260);

  5. Decreto del Ministro dell’Interno n. 269 del 1º dicembre 2010.

Santo patrono

Nel 1996, in seguito alla richiesta di alcuni membri della vigilanza privata di Piacenza, il Vescovo, Mons. Luciano Monari, si recò presso i vertici della curia per richiedere che venisse riconosciuto San Giorgio martire di Lydda come patrono della Guardie Particolari Giurate di Piacenza.

Il Vescovo propose San Giorgio perché in vita svolgeva un lavoro che potrebbe paragonarsi a quello delle GPG; Secondo l’iconografia dei Santi infatti, San Giorgio era un personaggio che difendeva terreni e villaggi, arrivando fino ad uccidere un drago per salvare una fanciulla d’un villaggio da lui difeso.

San Giorgio è uno dei Santi Cristiani più popolari, venerato in epoche molto diverse nelle tradizioni cristiane sia orientale che occidentale; egli è inoltre riconosciuto nell’agiografia islamica con l’illustre titolo di Profeta. È conosciuto principalmente come l’uccisore del drago e il salvatore della fanciulla. Attualmente San Giorgio è Patrono delle Guardie Giurate di Piacenza ma è riconosciuto come patrono dalla maggior parte delle Guardie Giurate di tutto il territorio nazionale, tanto che in tempi recenti sono state organizzate petizioni per richiedere che il Santo venga riconosciuto ufficialmente come patrono di tutte le Guardie Giurate.

 

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1 comment

  1. ivan marco taurisano

    Salve sono un ragazzo alto robusto e sarei interessato a lavorare con voi come guardia giurata o non armata ho svolto recentemente servizi di portierato presso ipermercati e fai da te . In attesa di una vostra risposta porgo i miei piu cordiali saluti

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