«

»

Mar 08 2014

Orario di lavoro e riposi, arrivano le maxi sanzioni. Tra qualche perplessità

8 Flares 8 Flares ×

decreto legge riposi e orariIl 24 dicembre dello scorso anno è entrato in vigore il Decreto legge n. 145/2013 (Destinazione Italia) che prevede, all’Art. 14  “Misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare“. Il decreto ha lo scopo di potenziare la lotta al lavoro irregolare e sommerso e di tutelare la salute e la sicurezza sul lavoro.

Il metodo scelto per combattere queste politiche di sfruttamento dei dipendenti è stato di colpire il datore di lavoro dove gli fa più male: ovvero nel portafogli! Sono state aumentati infatti gli importi delle sanzioni amministrative già previste dalla leggwe nei confronti dei datori di lavoro inadempienti (in alcuni casi la cifra è stata decuplicata).

Ma cosa dice di nuovo questa legge? in sostanza niente, perchè la legge in materia esiste già ed è valida; il problema è che finora le pene previste (per non parlare dei controlli) erano davvero inadeguate; facciamo un paio di esempi:

Aumento delle sanzioni

Limite all’orario di lavoro: la legge stabilisce che il limite per singolo lavoratore è di 48 ore in 7 giorni (rilevabili come media).

Sanzione prevista per chi non rispetta la legge: 1.000 a 7.500 euro nel caso di un solo lavoratore (prima era da 100 a 750 euro…);da 4.000 a 15.000 euro nel caso di più di 5 lavoratori (o il fatto si sia ripetuto in almeno 3 periodi di rilevamento del’orario medio); da 10.000 a 50.000 euro se i dipendenti sono più di 10 e interessi almeno 5 periodi di riferimento (in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).

Riposi: ogni lavoratore ha diritto a riposare almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni (può essere rilevato come media su un periodo di massimo 14 giorni).

Sanzione prevista: da 500 a 1.500 euro;che diventano da 3.000 a 10.000 euro nel caso siano coinvolti più di 5 dipendenti (o si sia verificata in almeno 3 periodi di 24 ore); sale infine a 9.000 – 15.000 euro nel caso in cui la violazione coinvolga più di 10 dipendenti (o interessi almeno 5 periodi di 24 ore); in questo caso, non è ammesso il pagamento in misura ridotta).

Lavoro in nero

Sono state aumentate anche le pene previste per il lavoro in nero (anche se qui gli aumenti sono stati meno corposi): rimane immutata la sanzione prevista per la mancata interruzione del rapporto di lavoro, viene innalzata a 1.950 – 15.600 per singolo dipendente irregolare la sanzione amministrativa (che prima ammontava a 1.500 – 12.000€) con una maggiorazione di 195€ per ogni giorno lavorato (prima erano 150€).
Viene aumentata anche la sanzione amministrativa prevista per i lavoratori in nero successivamente regolarizzati: 1.300 – 10.400€per lavoratore con una maggiorazione di 39€ per giornata lavorata irregolarmente.

Reierazione del reato

Per i datori di lavoro recidivi è previsto il pagamento di una sanzione ulteriore nel caso di sospensione dell’attività per lavoro irregolare (1.950€) o per gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul luogo di lavoro (3.250€)

Potenziamento dei controlli

A mio avviso la parte più importante, perché in italia abbiamo leggi ottime e nessuno che vigila affinché vengano applicate…

Il Decreto prevede che le entrate extra provenienti dall’aumento delle sanzioni verranno utilizzate per potenziare i controlli sul territorio, sarà inoltre aumentato l’organico a disposizione del Ministero di 250 nuovi ispettori e infine verrà aumentata l’autonomia degli enti pubblici per quanto riguarda la pianificazione delle visite ispettive

Perplessità

A prima vista sembrano tutte buone notizie: 250 nuovi posti di lavoro, maggiori controlli e multe più salate per i datori di lavoro che sfruttano i dipendenti sono notizie che fa piacere leggere (sopratutto per chi fa un lavoro dove gli orari sono impossibili e i riposi troppo spesso un miraggio); ma dove sta allora la “fregatura”? Personalmente ci sono almeno due punti che mi lasciano dubbioso:

Prima di tutto i soldi per queste nuove assunzioni e spese verranno presi dal Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, e non stiamo parlando di monetine, ma di 22 milioni di euro in tre anni! Nel decreto si legge infatti che:

“Ai maggiori oneri […] si provvede mediante riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione, nella misura di euro 5 milioni per l’anno 2014, 7 milioni per l’anno 2015 e 10,2 milioni a decorrere dall’anno 2016”

Secondo punto, i maggiori introiti derivanti dall’aumento delle sanzioni per il lavoro irregolare di cui abbiamo parlato, andranno a finanziare “misure finalizzate a una maggior efficacia della vigilanza, ad iniziative di contrasto al lavoro sommerso”, ma serviranno anche “alle spese di missione del personale” e in particolare a pagare gli spostamenti in macchina degli ispettori vecchi e nuovi.

In un’ottica di riduzione dei costi, un comma del decreto prevede espressamente “forme di implementazione nell’utilizzo del mezzo proprio in un’ottica di economicità complessiva”. Tradotto: ti assumo come ispettore, vai in giro con la tua macchina e e con le multe che fai ti pago i rimborsi per gli spostamente.

Di fatto chi emette le sanzioni è anche un dei principali beneficiari della sanzione stessa, una situazione molto discutibile che Fedele Sponchia, presidente dell’associazione nazionale ispettori Inps, ha definito: “una norma scioccante sul piano etico e credo possa configurarsi come conflitto di interessi che mette a rischio l’imparzialità dell’azione della pubblica amministrazione”.

Per che volesse dare uno sguardo al decreto allego qui il testo integrale

Download (PDF, Unknown)

8 Flares Twitter 0 Facebook 8 Google+ 0 LinkedIn 0 8 Flares ×

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

8 Flares Twitter 0 Facebook 8 Google+ 0 LinkedIn 0 8 Flares ×