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Jul 16 2013

Per il 26% delle famiglie è pericolosa la zona in cui vive

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guardie_giurate_furtiFurti in casa aumentati del 67% in sei anni

I dati Istat – elaborati dall’Assiv – sul numero di furti nelle abitazioni denunciate dalle forze dell’ordine mostrano un quadro sempre più preoccupante. Negli ultimi sei anni i colpi messi a segno dai ladri d’appartamento sono aumentati del 67%, passando da 141.601 del 2006 a 236.615 del 2012.

Per aumentare il livello di sicurezza nelle città con il coinvolgimento delle guardie giurate armate, l’Assiv ricorda che il Ministero dell’Interno ha emanato nel 2010 il decreto che fissa norme più stringenti per la qualità dei servizi della vigilanza privata, e ha inoltre varato il progetto ‘Mille occhì che prevede la collaborazione degli istituti di vigilanza privata con le forze dell’ordine. Le imprese di vigilanza in Italia sono 896 con oltre 52.000 addetti dei quali circa il 90 % con qualifica di guardia giurata armata.

Più di una famiglia italiana su quattro ritiene pericolosa la zona in cui vive

Secondo una ricerca dell’Istat svolta nel 2012 – elaborati dall’Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria e complementare dell’Assiv – il rischio criminalità percepito è rimasto invariato dall’anno precedente, il 26,4% delle famiglie infatti ha paura della criminalità presente nel territorio in cui vive (nel 2011 il dato era del 26,6%).

Le variazioni rispetto al 2011 sono state sul piano territoriale: le regioni percepite come più pericolose sono la Campania (38.7%) e il Lazio (32,9%), in entrambi i casi si è però verificato un miglioramento rispetto all’anno precedente. Al terzo posto l’Umbria, che peggiora notevolmente rispetto al 2011 (+10.8%), seguita da Veneto, Lombardia, Piemonte e Puglia.

Le regioni dove invece la percezione di insicurezza e’ più bassa sono guidate dal Trentino Alto Adige, dove solo 8,6 famiglie su cento (+ 0,3%) dichiarano la presenza di rischio criminalità’ nella loro zona. Il secondo posto e’ della Valle d’Aosta col 13,1% (+2,3%), seguita a pari merito da Friuli Venezia Giulia e Molise con il 13,8%, ambedue con percentuale invariata rispetto al 2011.

Le altre regioni più’ tranquille sono tutte meridionali: la Sardegna e’ al quarto posto con 14,3 famiglie su cento (-1,9%), la Basilicata al quinto con 14,6% (ma rispetto al 2011 segna una crescita del 6,4% e scende di tre posizioni), seguita da Abruzzo con 16,9 famiglie su cento (-0,7%) e Calabria con 17,8 per cento (+3,1%).

 

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