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May 30 2013

Reazione “attacco o fuga” – cosa significa per una Guardia Giurata

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Spariti gli animali feroci, sgombrati i terrori del cielo, al confronto piacevoli distrazioni, quale fonte unica di paura non resta che l’uomo.

Guido CeronettiIl silenzio del corpo, 1979

attacco o fugaNel lavoro di una Guardia Giurata ci sono due tipi di persone che possono provare la sindrome di attacco o fuga. Può capitare, infatti, alle Guardie Giurate oppure alle persone con si ritrovano ad interagire. Vediamo prima di tutto cos’è la reazione attacco o fuga.

Reazione attacco o fuga

La sindrome “attacco o fuga” (in inglese Fight or Flight Response – o FFR) è il modo con cui il nostro cervello reagisce alle situazioni di pericolo. Questo tipo di reazione è tipico di tutte le specie animali ed è un’eredità dei nostri antenati cavernicoli: quando ci troviamo in una situazione in cui la sopravvivenza è a rischio le possibili reazioni sono due, scappare dal pericolo o affrontarlo.

L’organismo si prepara quindi ad entrambe le possibilità, potenziando le attività utili e limitando quelle inutili. La reazione parte dall’ipotalamo aumentando la produzione di adrenalina e attivando il sistema nervoso. Questo porta ad un rilascio di diversi ormoni (circa 30) nell’organismo, a un aumento della pressione sanguigna, del battito cardiaco e del respiro, aumentando in questo modo l’attenzione, la velocità e migliorando i tempi di reazione.

Lo Stress

Come abbiamo già detto questa risposta è automatica: non è possibile impedire al corpo di reagire una volta che è stato percepito un pericolo. Il problema è che, per un essere umano, esistono infinite situazioni che possono attivare la reazione attacco/fuga.

Nel mondo civilizzato le situazioni di pericolo non sono più quelle dei nostri antenati: tranne che in lavori particolari – come la Guardia Giurata – il pericolo è generalmente di natura psicologica o emotiva piuttosto che fisica, ma il nostro organismo mette comunque in atto il meccanismo di difesa “attacca o fuggi” perché è l’unica reazione difensiva che ha a disposizione.

Che cosa succede quindi se il corpo percepisce un pericolo, ma il danno non si verifica? Di solito il corpo rimane in uno stato di “attesa” piuttosto che correre il rischio di trovarsi impreparato nel caso il rischio dovesse presentarsi di nuovo. Il problema è che lo stato di attesa non è uno stato normale per il corpo e se quest’attesa si prolunga troppo nel tempo, l’organismo segnala questo stato con lo stress.

Lo stress può essere visto proprio come il risultato dello sforzo continuato da parte dell’organismo di mantenere uno stato di allerta.

La sindrome attacco o fuga nel lavoro della Guardia Giurata

Nel lavoro della Guardia Giurata prima o poi capiterà una situazione di pericolo, in quel preciso momento il vostro organismo attiverà la reazione “attacca o fuggi”. Se non ne riconoscerete i sintomi in tempo, è più probabile che il vostro corpo reagisca con la fuga: in natura questa è spesso la scelta migliore e per questo è quella più probabile, ma con un po’ di allenamento è possibile insegnare al corpo a scegliere la reazione di “attacco”. Attaccare non significa necessariamente un attacco di tipo fisico, significa assumere una situazione di controllo ed evitare pericoli per voi e per gli altri. Una maggior comprensione della situazione in cui vi trovate implica una maggior probabilità di reagire nel modo più appropriato.

D’altro canto anche la persona che vi troverete di fronte potrebbe avere una reazione simile, è importante ridurre al minimo la possibilità che questo accada; cercate di controllare il vostro tono di voce e il vostro atteggiamento per non apparire inutilmente minacciosi, altrimenti la persona che avrete di fronte reagirà al pericolo percepito, nella maggior parte dei casi con la fuga, ma in altri – sopratutto se dopo la fuga viene inseguita e bloccata – con l’attacco. Essendo una reazione istintiva, la persona che attacca lo farà senza limitarsi, anche utilizzando armi o oggetti pericolosi se dovesse averne a portata.

La consapevolezza e la calma sono i vostri migliori strumenti. Più sarete in grado di riconoscere la sindrome attacco o fuga in voi stessi e negli altri e meglio risponderete alle situazioni di pericolo.

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