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Oct 08 2013

San Giorgio, il patrono delle Guardie Giurate

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San Giorgio, il patrono delle GPG

La consacrazione di san Giorgio a patrono delle guardie Giurate la dobbiamo ad un gruppo di guardie giurate di Piacenza, che decisero di onorare il rico

rdo dei colleghi caduti in servizio con una cerimonia religiosa. Un qualcosa di “ufficiale” per commemorare chi aveva trovato prematuramente la morte svolgendo il prorpio dovere. Mai prima d’ora era stata fatta una proposta simile e, ben presto, colleghi da tutte le provincie italiane si unirono all’iniziativa.

Era il 1993 e la cerimonia avvenne il 12 settembre, nella chiesa del Preziosissimo Sangue a Piacenza dove, al termine di una messa solenne, fu benedetta e affissa una lapide, che venne in seguito (24 aprile) spostata su di una stele all’interno del cortile della chiesa.

La cerimonia di inaugurazione fu svolta alla presenza di numerose guardie, alcuni in divisa, altri in borghese, delle loro famiglie e di svariate autorità civili e militari.

La domenica più vicina al 23 Aprile, in cui si festeggia San Giorgio, un folto gruppo di Guardie Particolari Giurate -in servizio o in congedo- si ritrovano per celebrare una messa solenne e deporre una corona di fiori a ricordo dei caduti, dopo aver letto la Preghiera della GPG.

Dopo due soli anni dalla verimonia orginale, lo stesso gruppo propose di invocare a patrono delle Guardie Giurate proprio San Giorgio martire di Lydda e il Ve

scovo della diocesi di Piacenza, Monsignor Luciano Monari, si fece portavoce di questa richiesta alla Congregazione per il culto dei Santi, ricordando come l’agiografia dei Santi dipinga San Giorgio come un ex ufficiale dell’esercito che si era edicato, nella sua vita, a proteggere villaggi e terreni, arrivando ad uccidere il famoso drago per salvare una fanciulla. Fu in questa occasione che venne scritta, dallo stesso Mons. Monari la Preghiera della GPG, letta, per la priva volta, dalla Sig.ra Maria Grazia Badini durante una solenne cerimonia il 13 ottobre dello stesso anno.

Storia di San Giorgio

San Giorgio è stato un santo greco antico, venerato come martire dalla quasi totalità delle chiese cristiane che ammettono il culto dei santi e chiamato megalomartire.

San Giorgio è inoltre onorato dai musulmani con il titolo di “profeta”. Visse nel III secolo e morì prima di Costantino I, probabilmente sotto le mura di Nicomedia secondo alcune fonti nel 303. Il suo culto risale al IV secolo.

La vita

Poco si conosce di certo della vita di San Giorgio, molte delle notizie infatti sono mescolate dalle leggende che circondano la sua vita. Le principali informazioni provengono dalla Passio Georgii che già però il Decretum Gelasianum del 496 classificava tra le opere apocrife.

Secondo questa fonte, Giorgio era originario della Cappadocia (regione dell’odiernaTurchia), figlio di Geronzio, persiano, e Policromia, cappadoce, nato verso l’anno 280. I genitori lo educarono alla religione cristiana. Trasferitosi in Palestina, decise di arruolarsi nelle milizie dell’Imperatore Diocleziano, dimostrando grande valore e capacità tali da venir scelto dallo stesso imperatore per far parte del corpo scelto delle sue guardie del corpo, diventando di fatto un ufficiale dell’esercito.

La Conversione

Stando alle legge

nde il martirio di San Giovanni avvenne per opera dello stesso Diocleziano (anche se alcune fonti indicano l’imperatore della Persia Daciano come suo carnefice). Secondo le scritture l’imperatore convocò 72 re che lo consigliassero sul modo migliore per contrastare i cristiani.

Giorgio, dopo aver donato tutti i suoi averi ai poveri, di proclama cristiano di fronte alla corte e, dopo essersi rifiutato di compiere sacrifici agli dei pagani, viene condannato al martirio.

Il Martirio

Secondo la leggenda venne battuto, sospeso, lacerato e gettato in carcere dove ebbe una visione di Dio che gli predisse sette anni di tormenti, tre volte la morte e tre la resurrezione.

Dopo essere stato

lacerato ed ucciso da una ruota chiodata, resuscita e converte il magister militum Anatolio con tutti i suoi soldati, che verranno per questo passati a fil di spada. Entra in un tempio pagano e ne distrugge gli idoli con un solo soffio. Converte quindi l’imperatrice Alessandra che verrà a sua volta martirizzata.

A richiesta del re Tranquillino, Giorgio risuscita due persone morte da quattrocentosessant’anni, le battezza e le fa sparire.

Viene nuovamente condannato dall’imperatore e qui, prima che gli venga tagliata la testa, implora Dio che l’imperatore e i settantadue re siano inceneriti; esaudita la sua preghiera, Giorgio si lascia decapitare promettendo protezione a chi onorerà le sue reliquie, le quali sono conservate in una cripta sotto la chiesa cristiana (di rito Greco-Ortodosso), a Lydda (l’odierna Lod, in Israele).

«La Leggenda Aurea»

Si narra che in una città chiamata Selem, in Libia, vi fosse un grande stagno, tale da poter nascondere un drago, che, avvicinandosi alla città, uccideva con il fiato

tutte le persone che incontrava. Gli abitanti gli offrivano per placarlo due pecore al giorno, ma quando queste cominciarono a scarseggiare furono costretti a offrirgli una pecora e un giovane tirato a sorte.

Quando tocco a Silene, la giovane figlia del re, questi offrì il suo patrimonio a chi avesse salvato la figlia ma il popolo, stanco di veder morire i propri figli si ribellò, costringendo il re a cedere.

Mentre la giovane si avviava verso lo stagno  per essere offerta al drago, passè di li un giovane cavaliere che, saputo del sacrifico che la ragazza si apprestava a compiere le offrì il suo aiuto. Disse alla principessa Silene di non aver timore e di avvolgere la sua cintura al collo del drago; il quale prese a seguirla docilmente verso la città. Gli abitanti erano atterriti nel vedere il drago avvicinarsi, ma Giorgio li tranquillizzò dicendo loro di non aver timore poiché «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro».

La preghiera della Guardia Giurata

O Dio nostro Padre

fonte della vita e grande nell’amore.

Tu sei nostro Creatore.

La tua misericordia è senza limiti.

A te la lode e l’onore di ogni creatura.

Guarda benigno a noi,

Guardie Particolari Giurate

che con fedeltà serviamo il nostro Paese.

Aiutaci Signore, a compiere il nostro

compito in obbedienza alla tua volontà

e forti della tua Presenza, affrontiamo

fatiche e pericoli sicuri della tua protezione.

Fa che riconosciamo ogni giorno, nella voce

del dovere che ci guida, la tua voce;

Possiamo essere di esempio a tutti i cittadini,

nella fedeltà ai tuoi comandamenti e alla tua Chiesa,

nell’osservanza delle leggi e nel rispetto

dell’autorità costituita.

Concedi a noi e alle nostre famiglie

la tua Benedizione, la protezione di

Maria Santissima e del nostro Patrono.

Amen

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