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Oct 05 2013

Illegittimo licenziare chi richiede l’assegnazione di nuovi incarichi in forma scritta

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guardie giurate licenziamento illegittimoCon la sentenza n° 21922 del 25 settembre 2013, la Corte di Cassazione, ha confermato l’illegittimità del licenziamento di una dipendente che, vistasi assegnare verbalmente dal superiore dei nuovi compiti, aveva richiesto che l’assegnazione avvenisse mediante lettera scritta dello specifico incarico e di avere quindi, a seguito della affermazione del superiore secondo la quale ella si rifiutava di eseguire la prestazione, alzato la voce alla presenza di colleghi.

Il caso

Già la Corte di Appello aveva dato ragione alla dipendente sostenendo che il lavoratore ha ragione a richiedere che l’assegnazione di nuovi incarichi in forma scritta nei seguenti casi:

  • Particolare complessità dell’incarico

  • Possibile responsabilità del lavoratore in caso di errore

  • Estraneità dell’incarico alle normali mansioni del lavoratore

La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello ed ha inoltre precisato che “non appare utilmente invocabile la giurisprudenza di questa Corte evocata dalla società ricorrente, secondo la quale l’eventuale adibizione a mansioni non rispondenti alla qualifica rivestita può consentire al lavoratore di richiedere giudizialmente la riconduzione della prestazione nell’ambito della qualifica di appartenenza, ma non autorizza lo stesso a rifiutarsi aprioristicamente, e senza un eventuale avallo giudiziario che, peraltro, può essergli urgentemente accordato in via cautelare, di eseguire la prestazione lavorativa richiestagli, in quanto egli è tenuto ad osservare le disposizioni per l’esecuzione del lavoro impartito dall’imprenditore, ex artt. 2086 e 2104 cod.civ. da applicarsi alla stregua del principio sancito dall’art. 41 Cost. e può legittimamente invocare l’art. 1460 del cod. civ., rendendosi inadempiente, solo in caso di totale inadempimento dell’altra parte.

Nel caso in esame infatti, la lavoratrice non ha opposto un rifiuto incondizionato allo svolgimento dell’incarico assegnato, ma si è limitata a richiederne l’assegnazione per iscritto.

Il giudice di merito ha ritenuto giustificata tale richiesta tenendo presente, tra le altre, la circostanza delle possibili responsabilità, e quindi conseguenze negative per la lavoratrice, in caso di errore nella esecuzione di compiti che le venivano assegnati.

“L’adozione della forma scritta nell’assegnazione di nuovi compiti al dipendente non si pone, infatti, in linea generale, intrinsecamente in contrasto né con i poteri organizzativi e direttivi, facenti capo alla parte datoriale né appare tale da pregiudicare l’efficienza e l’ordinato svolgersi dell’attività di produzione”.

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